domenica, Maggio 22, 2022
25.9 C
Roma
spot_img
spot_img
HomeREPORTAGESan Michele Arcangelo, il Duomo di Nepi e Marta, borgo di pescatori

San Michele Arcangelo, il Duomo di Nepi e Marta, borgo di pescatori

Oggi festa di San Michele Arcangelo. Il giorno ideale per raccontarvi del mio recente giro in motocicletta. Tra Nepi, con la scoperta del bellissimo Duomo, e Marta, borgo di pescatori dal fascino misterioso, sul lago di Bolsena

San Michele Arcangelo, principe delle Milizie celesti, oggi si celebra la sua festa. Sono arrivato a scoprire una bellissima statuina raffigurante San Michele nel duomo di Nepi in uno dei miei giri in motocicletta. Ma andiamo per ordine.

La scorsa settimana decido di fare la mia consueta escursione motociclista. Direzione: strada dei Monti Cimini, molto piacevole e rilassante per la guida, per arrivare al piccolo borgo di Marta sul lago di Bolsena.

Quasi “richiamato” in maniera misteriosa da un desiderio di modifica percorso improvviso, scegliamo di passare per Nepi che in realtà conosciamo poco se non fosse per la deliziosa acqua a tutti ben nota.

San Michele Arcangelo e il duomo di Nepi

Arrivati a Nepi ci dirigiamo per il corso verso la piazza del paese. Sulla sinistra, lungo la via principale, troviamo la chiesa che sembra tra le più classiche di quelle che capita di trovare durante queste escursioni e dove amo sempre entrare per godere di un po’ di silenzio e di qualche attimo di raccoglimento.

Entriamo e la chiesa che è appunto il Duomo di Nepi si palesa in tutto il suo splendore consunto, destando non poca sorpresa. In silenzio ce la giriamo. La Basilica Concattedrale di Santa Maria Assunta, o più semplicemente il “Duomo”, secondo antica tradizione, sorgerebbe nel luogo un tempo occupato dal tempio pagano dedicato a Giove. Nelle adiacenze troviamo infatti il foro di epoca romana.

Un primo edificio di culto era già presente nel V secolo. Saccheggiato e distrutto nel 568 durante le guerre tra Longobardi e Bizantini, divenne di nuovo funzionante nel IX secolo. Ingrandita e abbellita nell’XI e XII secolo, la cattedrale si arricchisce in questo periodo della splendida cripta. Tra il 1680 e il 1752, vengono aggiunte la IV e la V navata. Il 2 dicembre 1798 l’edificio viene incendiato dalle truppe Napoleoniche per essere ricostruita nuovamente tra il 1818 e il 1840.

La cattedrale

La cattedrale è veramente interessante. Il portico, costruito alla fine del XV secolo, è costituito da tre archi a tutto sesto con due colonne di granito. L’interno si presenta a pianta basilicale, con le sue ampie cinque navate divise da pilastri. Un alto presbiterio, si innalza al di sopra della cripta. Il pavimento, risale al 1901.

Sontuoso e suggestivo è l’interno, ricco di affreschi realizzati da Domenico Torti e dal Di Mauro (seconda metà del XIX secolo), raffiguranti episodi della vita di Maria Vergine.

Foto Scrittore In Viaggio

Nel secondo altare della navata sinistra, il pregevole crocifisso ligneo del 1532/33 di Antonius Ispanus. Il presbiterio absidato è dominato dal gioco prospettico della finta cupola, ove sono rappresentati personaggi della famiglia di Maria di Nazareth.

Molto bella la cripta ad oratorium risalente all’XI secolo. È sorretta da 24 colonne di spoglio e paraste aggettanti lungo le pareti. Variegatissima la tipologia di capitelli, vero e proprio compendio del bestiario e del simbolismo tipico dell’arte medioevale.

Il “richiamo” di San Michele Arcangelo

Ma ciò che più colpisce la mia attenzione è una statua posta sull’altare di San Michele Arcangelo quasi avvolta da una luce magica. Ne sono attratto, direi ipnotizzato. La mia devozione a San Michele Arcangelo è di vecchia data. Al collo porto sempre una sorta di piastrina militare, proveniente dalla Terra Santa, che raffigura San Michele con la preghiera, posta sul retro, per difenderci contro “il maligno”.

Il titolo di arcangelo deriva dal fatto che la corte celeste è organizzata secondo gradi e dignità differenti. Gli arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele occupano le sfere più alte perché hanno “la missione” di conservare la trascendenza e il mistero di Dio. Al”concreta” e presente la sua vicinanza salvifica.

La Chiesa cattolica festeggia San Michele Arcangelo oggi 29 settembre insieme agli arcangeli Gabriele e Raffaele. Il suo nome in ebraico “Mi-ka-El” significa: “Chi come Dio?“. Nell’iconografia sia orientale che occidentale San Michele Arcangelo viene rappresentato, infatti, come un soldato, con la spada o la lancia nella mano e sotto i suoi piedi il dragone, simbolo di Satana, sconfitto in “guerra”.

Il Santo è molto popolare e venerato non solo in Italia. Di San Michele Arcangelo si parla nel capitolo XII del Libro dell’Apocalisse. Nella tradizione popolare viene interpretato come il difensore del popolo di Dio e il vincitore nella lotta del bene contro il male.

Non è un caso che San Michele sia raffigurato in diverse chiese o in cima a campanili e che sia anche patrono e protettore della Polizia di Stato. “Incarico” conferito a San Michele da papa Pio XII il 29 settembre 1949 in omaggio al poliziotto che tutti i giorni si trova ad operare lotta al servizio dei cittadini e per tutelare le persone.

Perché si festeggia oggi?


Il culto dell’arcangelo Michele è di derivazione orientale. In Oriente è venerato come “archistratega”, ovvero princeps militiae caelestis (principe delle milizie celesti).L’imperatore Costantino I a partire dal 313 gli sarà particolarmente devoto, fino a dedicargli il Micheleion, imponente santuario realizzato a Costantinopoli.

La prima basilica dedicata all’arcangelo in Occidente trova spazio su un’altura al VII miglio della Via Salaria come testimoniato da un ritrovamento della Soprintendenza archeologica di Roma nel 1996. Il giorno della prima dedica a San Michele Arcangelo risale con tutta probabilità al 450 proprio il giorno 29 settembre ed è per questo motivo che la sua festa cade oggi.

Il santuario sul Gargano


Il culto si San Michele Arcangelo si diffonde rapidamente in tutta Europa alla fine del V secolo anche come conseguenza dell’apparizione dell’arcangelo sul Gargano in Puglia.

Secondo tradizione, l’arcangelo sarebbe apparso a san Lorenzo Maiorano, vescovo di Siponto l’8 maggio 490 per indicare una grotta sul Gargano da dedicarsi al culto. Il santuario di San Michele Arcangelo – Celeste Basilica (nel mezzo del nucleo cittadino di Monte Sant’Angelo) visitabile oggi è stato meta di pellegrinaggio nel Medioevo. Al santuario si arrivava dopo un percorso di purificazione lungo la Via Francigena.

Da rilevarsi che il nome di Mīkāʾīl o Mīkīl è citato nel Corano alla sura II, versetto 98. È indicato come di pari rango rispetto a Jibrīl (Gabriele). Secondo la tradizione, assieme a Gabriele, quest’ultimo, sarà “consigliere” di Maometto.

Marta sul lago di Bolsena

Riprendiamo il nostro giro in motocicletta, ancora “avvolti” da questa “apparizione per arrivare al delizioso borgo di Marta.

Il borgo è costituito da un piccolo agglomerato di case che risulta accogliente in ogni periodo dell’anno. Tanti gli scorci da fotografare tra case in tufo, botteghe e piazette. Il borgo medievale sorge attorno all’antica Rocca, voluta da Papa Urbano IV verso la fine del XIII secolo di cui rimangono pochi resti.

Ancora visibile però la celebre Torre dell’Orologio, alta 21 metri e ancora oggi tra i simboli di Marta, da cui è possibile, una volta saliti in vetta, ammirare un panorama indimenticabile come l’intero Lago di Bolsena, l’Isola Martana,l’Isola Bisentina e la poco distante Capodimonte. Da vedere, sulla piazza principale del paese, Piazza Umberto I, il palazzo comunale, il palazzo Ciotti ed il Palazzo Tarquini-Savelli. Senza dimenticare il Santuario della Madonna del Monte.

Foto Germana Ferrante

Da vedere poi il cosiddetto Borgo dei Pescatori, ossia il quartiere storicamente popolato dai pescatori che hanno tramandato l’arte della pesca di generazione in generazione. Ancora oggi possiamo osservare le barche di rientro dalle acque del lago ed incontrare i pescatori locali all’opera, in un quadro che sembra sbucato direttamente dal passato più autentico.

Sempre muovendosi sulle sponde del lago, da Marta si può seguire il lungolago passando per lunghi ed ombreggiati viali alberati.

L’isola in mezzo al lago

L’isola Martana è quella che possiamo notare al centro del lago. Viene legata a vicende storiche a metà strada tra leggenda e realtà. A fare da protagonista è Amalasunta, Regina dei Goti e figlia di Teodorico, che fu tenuta prigioniera dai suoi stessi familiari proprio nel castello dell’isola e poi assassinata dal cugino Teodato.

Foto Germana Ferrante

Si racconta che ancora oggi durante le notti martane si possano udire le urla della regina provenire dall’isolotto e sono molti i pescatori che affermano di averle sentite durante le loro battute di pesca. Decidiamo di risalire in sella. I chilometri percorsi in totale saranno circa 250, per una giornata di quotidiana e ordinaria “straordinarietà”.

Fonti

ALTRI ARTICOLI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

spot_img

Ultimi Articoli