mercoledì, Giugno 29, 2022
32.2 C
Roma
spot_img
spot_img
HomeFOTOGRAFIARobert Doisneau, in mostra a Roma l'arte del fotografo francese

Robert Doisneau, in mostra a Roma l’arte del fotografo francese

In mostra saranno esposte oltre 130 stampe ai sali d’argento in bianco e nero, provenienti dalla collezione dell’Atelier Robert Doisneau a Montrouge

Fino al 4 settembre 2022 una retrospettiva, a cura di Gabriel Bauret, sul celebre fotografo francese, attraverso oltre 130 immagini provenienti dalla collezione dell’Atelier Robert Doisneau a Montrouge

Segnatevi questa data. Fino al 4 settembre del 2022 al Museo dell’Ara Pacis sarà possibile ammirare le fotografie di Robert Doisneau e la sua splendida arte. Un motivo in più per venire a Roma e non farsi mancare, durante un soggiorno nella Capitale, una visita a questo spettacolare percorso espositivoò.

Lo scatto al bacio della giovane coppia, indifferente alla folla dei passanti e al traffico della place de l’Hôtel de Ville di Parigi, è una delle fotografie più conosciute al mondo. L’autore è, appunto, Robert Doisneau.

Robert Doisneau, Le baiser de l’Hôtel de Ville, Paris 1950 © Robert Doisneau

Insieme a Henri Cartier-Bresson, Doisneau è considerato uno dei padri fondatori della fotografia umanista francese e del fotogiornalismo di strada. Con il suo obiettivo cattura la vita quotidiana degli uomini e delle donne che popolano Parigi e la sua banlieue, con tutte le emozioni dei gesti e delle situazioni in cui sono impegnati.

In mostra saranno esposte oltre 130 stampe ai sali d’argento in bianco e nero, provenienti dalla collezione dell’Atelier Robert Doisneau a Montrouge. È in questo atelier che il fotografo ha stampato e archiviato le sue immagini per oltre cinquant’anni, ed è lì che si è spento nel 1994, lasciando un’eredità di quasi 450.000 negativi. Per un percorso articolato in ben 11 sezioni.

Robert Doisneau, un fotografo instancabile

Robert Doisneau nasce nel 1912 nel sobborgo parigino di Gentilly. La sua formazione come fotografo inizia con l’apprendistato nel laboratorio di un fotografo pubblicitario. Ma la sua attenzione si trasferisce presto ai quartieri popolari di Parigi e della banlieue, immagini che cominciano a comparire sulle riviste attraverso l’agenzia Rapho, di cui è uno dei membri più importanti. La guerra lo spinge poi a mettersi a disposizione della Resistenza per dare nuova identità ai ricercati.

Dopo la Liberazione, ecco alcuni reportages per “Vogue” e nel ’49 il libro realizzato in collaborazione col suo sodale, il celebre scrittore Blaise Cendrars, La Banlieue de Paris, la prima sintesi dei molti racconti per immagini che dedicherà a questo mondo. Doisneau ne descrive la quotidianità, componendo un racconto visivo in cui si mescolano una profonda umanità e una nota di umorismo, sempre presente nel suo lavoro.

Robert Doisneau, , Mademoiselle Anita, cabaret « La Boule Rouge », rue de Lappe, Paris, 1950, © Robert Doisneau

Mi piacciono le persone per le loro debolezze e difetti. Mi trovo bene con la gente comune. Parliamo. Iniziamo a parlare del tempo e a poco a poco arriviamo alle cose importanti. Quando le fotografo non è come se fossi lì ad esaminarle con una lente di ingrandimento, come un osservatore freddo e scientifico. È una cosa molto fraterna, ed è bellissimo far luce su quelle persone che non sono mai sotto i riflettori.”

Il fotografo deve essere come carta assorbente, deve lasciarsi penetrare dal momento poetico. La sua tecnica dovrebbe essere come una funzione animale, deve agire automaticamente.”

Spiega Gabriel bauret, curatore della mostra: Robert Doisneau era un fotografo instancabile, come non mancano di ricordare le figlie, che durante l’infanzia sono state spesso immortalate in scatti di ogni genere. Una di loro, Francine Deroudille, afferma: “Come sarà riuscito quest’uomo, che lavorava senza mai concedersi una pausa, che ha posato sui suoi contemporanei uno sguardo spesso sarcastico, consegnandoci una cronaca sociale critica e distaccata della sua epoca, a lasciare di sé l’immagine di un eterno flâneur dalla gentilezza incrollabile?”. Doisneau gioca a fare il misterioso, affermando: “In realtà, la mia vera passione è la pesca; la fotografia è solo un hobby. Ma, a dirla tutta, la pesca non è poi così diversa dalla fotografia”.

Robert Doisneau, Fox-terrier au Pont des Arts, Paris, 1953, © Robert Doisneau

Uno stile “empatico”

Che si tratti dunque di fotografie realizzate su commissione o frutto del suo girovagare liberamente per Parigi, vediamo delinearsi uno stile impregnato di una particolare forma mentis, che traspare anche nei suoi scritti e nelle didascalie delle foto; uno stile che mescola fascino e fantasia, ma anche una libertà d’espressione non lontana dal surrealismo. La moltitudine di personaggi e storie che popolano l’opera di Doisneau si traduce in un atteggiamento artistico e in una filosofia di vita. Se lo stile è l’uomo, come dice Georges-Louis Leclerc de Buffon, allo stesso modo la fotografia di Doisneau si identifica con alcuni dei suoi soggetti per esprimere una sorta di inquietudine o malinconia.

L’opera di Doisneau è infatti espressione di uno sguardo empatico, che diventa persino teneramente partecipe quando fotografa innamorati e bambini.

Una mostra con una particolare attenzione all’accessibilità

Un’attenzione particolare per questa mostra è stata dedicata all’accessibilità: per le persone con disabilità visiva è stato progettato, in collaborazione con il Museo Tattile Statale Omero, un percorso dedicato, dotato di disegni a rilievo e relative audiodescrizioni. Oltre a questi supporti, sarà disponibile un calendario di visite tattili gratuite, guidate da operatori specializzati.

Anche per il pubblico non udente saranno disponibili visite guidate gratuite alla mostra: saranno accompagnati da interpreti della Lingua dei Segni Italiana – LIS, servizio messo a disposizione dal Dipartimento Politiche Sociale e Salute – Direzione Servizi alla Persona di Roma Capitale e realizzato dalla Cooperativa Segni d’Integrazione – Lazio.

All’interno del percorso espositivo saranno proiettati spezzoni tratti dal film di Clémentine Deroudille “Robert Doisneau. Le Révolté du merveilleux” e un’intervista al curatore Gabriel Bauret.

L’esposizione, a cura di Gabriel Bauret, è promossa e prodotta da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e Silvana Editoriale.  Supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura. Radio partner Dimensione Suono Soft. La mostra è accompagnata dal catalogo “Robert Doisneau”, edito da Silvana Editoriale.

SCHEDA INFO

Titolo mostra                               Robert Doisneau

Luogo                                          Museo dell’Ara Pacis

                                                   Ingresso alla mostra da Via di Ripetta 180, 00186 Roma

Apertura al pubblico                     28 maggio – 4 settembre 2022

Orario                                           Tutti i giorni 9.30 – 19.30

 Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura.

Biglietteria  

In considerazione dell’offerta aggiuntiva rappresentata dalla Mostra la bigliettazione del Museo dell’Ara Pacis dal 28 maggio 2022 al 4 settembre 2022, sarà articolata secondo le seguenti tariffe:

Biglietto “solo mostra”

–   € 11,00 biglietto “solo mostra” intero;

–   € 9,00 biglietto “solo mostra” ridotto;

–   € 4,00 biglietto “solo mostra” speciale scuola ad alunno (ingresso gratuito ad un docente accompagnatore ogni 10 alunni);

–   € 22,00 biglietto “solo mostra” speciale Famiglie (2 adulti più figli al di sotto dei 18 anni);

Biglietto Cumulativo ingresso Museo dell’Ara Pacis + spazio espositivo con mostra per i non residenti a Roma

–   € 17,00 biglietto integrato Mostra + Museo dell’Ara Pacis intero (di cui € 6,50 Mostra e € 10,50 Museo) per i non residenti a Roma;

–   € 13,00 biglietto integrato Mostra + Museo dell’Ara Pacis ridotto (di cui € 4,50 Mostra e € 8,50 Museo), per i non residenti a Roma; 

Biglietto Cumulativo ingresso Museo dell’Ara Pacis + spazio espositivo con mostra per i residenti a Roma

–   € 16,00 biglietto integrato Mostra + Museo dell’Ara Pacis intero (di cui € 6,50 Mostra e € 9,50 Museo)

per i residenti a Roma

–   € 12,00 biglietto integrato Mostra + Museo dell’Ara Pacis ridotto (di cui € 4,50 Mostra e € 7,50 Museo), per i residenti a Roma.                  

Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00)

www.arapacis.it;

www.museiincomune.it;

www.zetema.it.

Potrebbero interessarti anche

ALTRI ARTICOLI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

spot_img

Ultimi Articoli

spot_img