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Pinocchio, il film di Garrone è autentica magia

Pinocchio, il film di Garrone suscita diverse emozioni. Una pellicola in grado di farci tornare bambini e di condurci alla scoperta di tanti luoghi della nostra Italia, come le location del film.

Pinocchio. Prendi una storia. Scritta in una notte di sbronza. Prendi un paese, tra i più belli del mondo e degli attori straordinari, con le tecnologie migliori per realizzare effetti strepitosi e il gioco è fatto. Un film che coinvolge, il film si chiama Pinocchio ed è di Matteo Garrone, questa sera in tv su Rai 1

Diciamolo subito: il Pinocchio di Garrone se la gioca senza soggezione psicologica alcuna con quello che da tutti viene considerato un capolavoro assoluto, il Pinocchio di Luigi Comencini.  Parere del tutto personale ma è questa la sensazione. L’afflato è quello, di autentica bellezza, con alcune aggiunte.

Simili, oniriche, felliniane le musiche, suggestive le ambientazioni che hanno reso celebre Garrone con l’Imbalsamatore, Gomorra e Dogman. Soltanto che qui l’orrore cede il passo alla poesia e alla speranza pur senza negare in alcun modo le asperità della vita. Un dark con sfumature azzurre insomma.

Ambienti e attori

Capisci che se Nino Manfredi nel Pinocchio di Comencini è un gigante, qui Benigni tiene il passo. Bravissimo. Con Proietti che fa Mangiafuoco e i burattini che riconoscono Pinocchio in teatro e gli si buttano addosso per salutarlo. Momenti davvero intensi. Ti prende, più volte durante il film, un groppo che non sai se è voglia di essere ancora giovani o voglia di un mondo ancora capace di empatia e affetti “dolcissimi” come questi. La fantasia al potere.

Certo, Massimo Ceccherini e Rocco Papaleo nel ruolo della Volpe e del Gatto, ruoli che furono di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, hanno un compito particolarmente difficile e qualche stonatura, forse, è proprio lì. Un cenno a parte meritano truccatori e costumisti, eccelsi. Qui la sfida la vince il Pinocchio di Garrone.

Se il Giornale ha titolato nel 2019 appena uscito il film, “Il Pinocchio Di Garrone seduce ma non conquista”, a me questo film “commuove”. Senza retorica, o forse solo perché in mezzo a tanta spettacolarizzazione e di fronte alla dittatura dell”emocracy”, la società delle emozioni, dove le emozioni sono facili come le promesse elettorali, quando le emozioni vere arrivano, tanto vale lasciarsi prendere.

Curiosità: le location dove il film è stato girato

Il Pinocchio di Matteo Garrone è stato girato in gran parte in Pugglia. Ecco per la precisione tutte le location principali del film:

  • Il villaggio di Geppetto è in Val di Chiana, tra Siena e Arezzo, per la precisione nella Tenuta La Fratta;
  • Il Paese dei Balocchi di Garrone ha la sua “dimora” in Puglia tra Ostuni e Fasano e sempre a Ostuni avviene l’incontro tra Il Gatto e La Volpe;
  • Ancora in Puglia si trova la casa della Fata Turchina, ad Altamura. la casa dove si muove con immensa lentezza la simpatica Lumaca è una dimora antica di profonda bellezza;
  • Sapete poi qual’è il mare dove Pinocchio trova il Pescecane? Ancora in Puglia, nelle acque di Polignano;
  • Il teatro di Mangiafuoco si trova a Noicàttaro in provincia di Bari: è un bene tutelato dal FAI, il Teatro Cittadino Nojano;
  • ll film di Matteo Garrone si conclude nel Lazio, precisamente a Poli nella splendida Villa Catena, dimora del Cinquecento, di proprietà dei principi Torlonia, poi acquistata da Dino De Laurentis per amore di Silvana Mangano.

Pinocchio, una storia commovente ma senza eccessi mielosi

Forse siamo disabituati a vedere le storie davvero commoventi, impastati di sentimentalismo troppe volte finto e volto a coprire una autentica mancanza di sentimenti. Se non conquistano le ambientazioni, non affascinano trucchi, parrucchi e costumi, le intepretazioni degli attori, tutti bravissimi, da Federico Ielapi, il bambino a Maria Pia Timo, la magistrale lumaca, Teco Celio, Enzo Vetrano, Paolo Preziosi, Alida Baldari Calabria, Marine Vacth, si è forse visto un altro film.

Il Pinocchio di Matteo Garrone, per me, è questo: autentica magia. Con quel bambino truccato di legno, la lumaca, il gorilla, il grillo, il tonno, fantastico, insomma gli attori che recitano travestiti da animali come nella favola. Ecco dove le tecnologie e la modernità portano il Pinocchio di Garrone avanti rispetto a quello di Comencini.

Ecco, questo Pinocchio, ci riporta a quando eravamo bambini. Senza dolcezze fuori luogo ma semplicemente con tanta nostalgia delle favole che si scrivevano un tempo. E ci facevano immaginare che saremmo stati felici e senza tempo. Proprio come questo burattino. Guardatelo, ne vale la pena.

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