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Nolite timere Roma non perit 2020, un libro fotografico

Nolite timere Roma non perit. Silenziosa e immobile. Un volume fotografico come testimonianza della città sotto la pandemia

Nolite timere Roma non perit 2020, un bellissimo volume che raccoglie gli scatti di 17 fotografi con le parole di 38 autori, una testimonianza preziosa per una sintesi emblematica del periodo di quarantena vissuto con il coronavirus

Nolite timere Roma non perit. Silenziosa e immobile. come una imperatrice che contempla il suo destino. Lei è Roma. La Roma che piomba all’improvviso dal suo discinto caos di arte, bellezza, negozi, traffico, moltitudini transumanti e orinatoi a cielo aperto, lei, eterna Roma che viene spogliata di tutto questo, del bello e del meno bello, per diventare spettrale e affascinante, vuota e pacificata.

Lei, Roma, spettinata sì ma senza l’unto del quotidiano, lei, Roma, che respira nel dipanarsi delle umane sorti. La memoria della primavera 2020, il vissuto della quarantena dell’emergenza sanitaria è la sintesi del volume Nolite timere Roma non perit 2020 (Il Cigno GG Edizioni).

Il libro raccoglie il contributo di 5 fotografi professionisti, da Angelo Cricchi a Paolo Cenciarelli che ha proposto il titolo, di 12 fotoamatori e di 38 autori. Oltre a storici dell’arte o dell’architettura, uomini di spettacolo, storici e studiosi, artisti, poeti, e ancora giuristi, architetti, imprenditori, fotografi, medici e scienziati.

L’editore Lorenzo Zichichi dopo il DPCM del 9 marzo ha messo insieme questa folta schiera di artisti, intellettuali e fotografi per dare vita ad una importante testimonianza su Roma ai tempi del Coronavirus. Per lasciare una traccia inedita e particolarmente toccante. Nolite timere Roma non perit.

Nolite timere Roma non perit, le fotografie del silenzio

Il viaggio fotografico di questo libro si articola tra vicoli e piazze, strade e monumenti, in una narrazione in cui predomina l’incanto del metafisico e dell’immagine alla De Chirico. Lo stigma di un 2020 di cui ricorderemo sempre l’immagine di una Roma diversa, non più “città aperta” ma la Roma silenziosa e chiusa, delle case in fibrillazione e delle strade vuote.

Piazza San Pietro nel giorno della benedizione Urbi et Orbi, al buio, sotto la pioggia, che ci riporta anche l’immagine di un diverso papa, più sacrale e meno parrocchiale. Oppure l’ingresso sbarrato a chiese, locali, negozi o anche gli animali e la natura che riprendono i loro spazi con i canti degli uccelli al posto del suono dei clacson delle automobili.

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