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L’enoturismo in Italia, viaggiare scoprendo vini, territori e tradizioni

In epoca di pandemia l’enoturismo, nonostante il momento di forte espansione, è chiamato a innovarsi e arricchirsi per soddisfare le nuove esigenze dei turisti

Roberta Garibaldi, autrice del Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano e presidente dell’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico, indica quelle che sono le potenzialità, le necessità e le prospettive dell’enoturismo

Tra le tante sfaccettature che l’attività turistica mostra c’è anche quella dell’enoturismo che guarda al vino, alla sua produzione ma non solo.

Secondo Roberta Garibaldi, Consigliera del Ministro del Turismo per il turismo enogastronomico ed una delle più eminenti figure in questo settore, quello enoturistico può e deve diventare un viaggio capace di abbinare alla passione per il vino, la volontà di conoscere luoghi e persone, approfondendone storia e tradizioni, e la ricerca di un benessere olistico, in contesti ambientali di pregio.

L'enoturismo in Italia, viaggiare scoprendo vini, territori e tradizioni
Foto di Mandy Fontana da Pixabay

L’enoturismo, a causa della pandemia, è chiamato a innovarsi e arricchirsi per soddisfare le nuove esigenze di chi viaggia. La situazione contingente, con forti restrizioni agli spostamenti, deve essere occasione per le cantine di progettare il futuro.

Roberta Garibaldi è autrice del “Rapporto sul Turismo Enogastronomico italiano 2021: La Domanda Italiana”, un’indagine svolta nel mese di Marzo 2021 su un campione rappresentativo della popolazione italiana. Sono state effettuate 1.000 interviste in target, ossia di individui che hanno svolto negli ultimi 24 mesi una vacanza che prevedesse almeno un pernottamento.

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Le propensioni degli ecoturisti

Guardando a chi ha svolto esperienze enoturistiche nei viaggi compiuti negli ultimi tre anni, il 64% ha visitato una o due cantine, il 26% dalle tre alle cinque, il 10% dalle sei in su. Rispetto al 2019, cresce del 17% la propensione a recarsi in più aziende.

L’enoturismo, degustazione ma anche benessere e cultura

La scoperta e la degustazione delle produzioni vinicole locali, sebbene sia centrale nell’enoturismo, non è più l’unica ragione del viaggio. Il valore culturale che il vino possiede, rappresentato da un mix unico tra prodotto, terroir e persone, affascina ed attrae sempre più. I turisti italiani ritengono la visita alle cantine un’opportunità di arricchimento culturale (63%, +6% rispetto al 2019), di entrare in contatto con l’identità, le tradizioni e la cultura (anche enologica) del luogo che stanno visitando (59%, +7%).

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Ecco che la scelta non ricade solo sulle aziende più rinomate, ma si allarga andando ad includere le piccole realtà familiari – con il 57% degli italiani che vorrebbero visitarle, in incremento rispetto a due anni fa (+7%) – così come le dimore storiche. Queste aziende di produzione che si caratterizzano per il connubio tra storia, arte e vino sono sempre più desiderate: chi vorrebbe recarvisi passa dal 60% del 2019 al 67% del 2021.

L'enoturismo in Italia, viaggiare scoprendo vini, territori e tradizioni
Foto di Lee Chandler da Pixabay

Alla dimensione culturale si aggiunge quella del benessere, grazie all’amenità dei luoghi e la dimensione salutare che il vino (ed il cibo) stanno assumendo sempre più. Sono il 58% i turisti italiani a cui piacerebbe trovare in cantine opportunità – quali corsi, workshop ed altro – per rigenerarsi, riprogrammare le proprie abitudini e adottare uno stile di vita più sano; il 51% vorrebbe poter fruire di attività di benessere (massaggi, idromassaggi e SPA) nei vigneti.

Questa ricerca del benessere assume anche la forma di momenti di stacco dalla vita quotidiana, dal lavoro: il 56% vorrebbe esperienze in cantina fruibili dopo l’orario lavorativo, come wine bar e piccoli eventi.

L’esigenza di un’offerta sempre più ricca

L’elevata propensione e interesse verso il viaggio enoturistico e la visita alle cantine porta a chiedersi quali direzioni dovrà prendere l’offerta. Una domanda chiave per il futuro del settore, anche alla luce del fatto che l’offerta in cantina è ritenuta molto simile e, spesso, non facilmente fruibile senza prenotazione. Opinione che, rispetto al 2019, riguarda un maggior numero di turisti italiani: sono oggi il 53%, mentre due anni fa erano il 47%.

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L’acquisto di vini (indicato dal 73% dei turisti), la degustazione (71%) e l’assaggio di piatti ricercati in abbinamento alle produzioni dell’azienda (67%) sono oggi le proposte più gradite per il futuro; a seguire fare degustazioni al tramonto, cenare nei vigneti, avere l’opportunità di conoscere in modo più approfondito i processi di produzione e la storia della cantina.

Fra le attività che ricevono il gradimento maggiore rispetto al 2019 vi sono i wine club (+12%), le proposte dedicate ai più piccoli (+10%), attività sportive ed artistiche nei vigneti (+10%). Ciò denota un chiaro desiderio di vivere e sperimentare la cantina attraverso modalità nuove, più coinvolgenti, e che permettano un arricchimento personale.

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