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Lago di Vico e Tuscania, natura, cultura e motocicletta

Lago di Vico e Tuscania, la Tuscia è sempre un piacere con tante mete da visitare

Lago di Vico e Tuscania, due mete da abbinare per il piacere di una giornata in moto

Si parte dalla Cassia Bis detta altresì Veientana. Giunti al bivio per la strada dei Monti Cimini, a destra, una delizia per motociclisti contemplativi, optiamo per andare a sinistra.

Costeggiamo il laghetto di Monterosi e scegliamo di passare per il bellissimo Borgo di Sutri, direzione Ronciglione e Capranica. Fermatevi a Sutri, se potete. I Mitrei vi aspettano per il sempre vincente abbinamento tra storia, cultura e paesaggio.

Lago di Vico, oasi di profonda pace

Arrivati a Ronciglione, riprendiamo la strada dei Monti Cimini e poco dopo la discoteca I Cigni, una cattedrale nel deserto, svoltiamo a sinistra per arrivare direttamente sulla strada provinciale del lago di Vico che ci porterà alla prima tappa del nostro minitouring da un giorno.

La strada è curvilinea, attraversiamo boschi di rara bellezza con un “fresco-freddo” talmente piacevole da invitare alla sosta immediata. Ma quando si ha il piacere dei km in moto, la sosta avviene: o per stanchezza o per (assoluta) bellezza. Il bosco merita ma il lago chiama.

Arriviamo sul lago e oltrepassiamo la Bella Venere, ristorante sul lago. La prima sosta avviene poco più oltre, all’imbocco della strada bianca in località Cerreto che evitiamo di percorrere per non disturbare con le nostre moto la pace meravigliosa della laguna e dell’oasi naturale di Vico dove stazionane folaghe di meditativa essenza.

Come spesso accade, alla sosta regna il silenzio. Non c’è nessuno, lo specchio d’acqua si distende davanti a noi inframezzato da macchie verdi. Il mondo rivela il suo volto migliore. In lontananza il Monte Venere e il Monte Fogliano. Risaliamo in moto e percorriamo ancora la Strada Provinciale del lago. Prossima meta: Tuscania.

Tuscania, una piccola Pienza

La strada che ci porta a Tuscania è quella che attraversa il paese di Vetralla. Abbiamo ormai abbandonato il periplo del Lago di Vico e facciamo rotta su una delle cittadine più affascinanti della Tuscia.  Con le nostre motociclette, a passo rilassato, attraversiamo paesaggi costituiti da campi di grano e avvolgenti boschi, ideali per bagni di natura così tanto in voga di questo periodo.

I parcheggi a Tuscania, fuori le mura, sono numerosi. Camminare tra i vicoli di Tuscania è sempre piacevole. La città, che dista circa 10 km da Viterbo, è ben tenuta e alterna alla parte storica che la fa assomigliare ad una piccola Pienza alla parte moderna molto ben tenuti. I giardini del Belvedere della Torre di Lavello sono un ottimo momento per concedersi una sosta in tutto relax.

Dal Belvedere possiamo distendere lo sguardo verso le rovine del Castello del Rivellino e della Basilica di San Pietro, affondando gli occhi anche nella Valle del Marta. Nei giardini regna una simmetria così ordinata da ricordare l’architettura del razionalismo fascista ma tutta in tufo e pietra.

Molto bella la meridiana artistica in terra su cui ci si può divertire a capire l’ora esatta posizionandosi sopra di essa alzando le braccia. L’opera rappresenta un tributo ai tantissimi donatori di sangue che ogni giorno nell’anonimato salvano vite umane.

Inaugurata nel 2012, dietro questa meridiana così simbolica, c’è un attento studio e lavoro. L’autore dell’opera è Felice Andreoni, il marmista Roberto Silveri.

La chiesa di San Pietro

Risaliamo in sella e ci inerpichiamo sulla salita che condurrà alla meravigliosa Chiesa di S.Pietro, monumento in stile romanico lombardo, uno dei più belli d’Italia. Eretta nell’VIII sec. e successivamente modificata, la facciata  è a tre portali.

L’interno è maestoso, a tre navate sorrette da colonne romane con presbiterio sopraelevato. Abbandoniamo Tuscania che è punto di snodo per raggiungere località di grande valenza storica come Vulci, Tarquinia, Capodimonte, Bolsena o anche la Rocca Respampani e l’affascinante Tomba della Regina, nei pressi della Madonna dell’Olivo. Per poi fare rotta sulla Capitale.

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