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Tito Stagno e la notte sulla luna: ha toccato, anzi no

Tito Stagno ci ha lasciato. I ricordi di quella notte dell'arrivo sulla luna del 20 luglio del 1969 che tutti ricordiamo associandola innegabilmente alla sua figura e alla sua conduzione

Tutti sulla luna. “Ha toccato, ha toccato”. I ricordi di quella notte magica sulla luna del 20 luglio del 1969 e il volto stralunato di Tito Stagno

Tito Stagno ci ha lasciato. Il suo nome rimane legato a quella magica notte del 20 luglio 1969. Il cronista Gianni Bisiach seguì lo sbarco dietro le quinte della prima maratona televisiva della Rai (28 ore di diretta dallo studio 3 di via Teulada), condotta, appunto, da Tito Stagno con i commenti di Andrea Barbato e, dal Centro spaziale della Nasa di Houston, di Ruggero Orlando.

Era un’Italia che, segnata la svolta col boom economico, entrava in anni difficili che forse l’avrebbero condotta dove si trova oggi. Quella sera del 20 luglio 1969 per questo, forse, suscita ancora più emozioni e più ricordi. Perché a molti, quella “notte prima degli esami” sembrerà essere, con la prospettiva mordace della malinconia, l’ultimo evento di un’Italia gioiosa e non chiusa su di sé. Un po’ come l’ultima notte di congedo di un militare di leva. Al silenzio fuori ordinanza, hai la sensazione che finisce la tua gioventù. Per entrare in una realtà dove guardarsi indietro avrà sempre un po’ il sapore del rimpianto.

Forse è per questo che novecento milioni di persone seguirono in televisione, quando la RAI assolveva davvero la sua funzione di “educare e di intrattenere”.

Luna, che ricordi

Arrivare sulla luna doveva segnare il passo e rappresentare una fase importante per gli scambi internazionali, la speranza della fine della Guerra fredda e una inedita collaborazione tra Usa e Urss. Così non accadde. Ma quella notte è indimenticabile nell’immaginario collettivo perché fu ricolma di sogni e di aspirazioni degne di una civiltà.

La diretta televisiva della Rai per seguire l’evento fu di quelle strepitose, in stile Italia-Germania 4 a 3. Gli ospiti in studio furono 150, i collegamenti con l’America incessanti. Sugli “eccessi di protagonismo” di Tito Stagno se ne sono dette parecchie. Soprattutto a proposito di quel fatidico “ha toccato”. Tanto è vero che il mitico Ruggero Orlando reagì come Capitana Fracassa coi porti chiusi e disse “no, mancano dieci metri”. E tra i due cominciarono battibecchi indimenticabili.

Una notte di emozioni irripetibili, merito anche di Tito Stagno e di un certo giornalismo

La notte tra il 20 e il 21 luglio fu un’emozione irripetibile, merito anche di Tito Stagno. Tanto per portare uno spunto ambientale: gli apparecchi tv accesi furono talmente tanti che si verificarono picchi di energia da autentico Guinness dei primati.

Piano piano, dalla Luna l’uomo è arrivato ovunque. Il senso del viaggio e del mistero rimangono nella nostra fantasia e nei sogni che di notte ci portano ovunque, anche quelli più difficili. Ma come in ogni epica che si rispetti, senza il fascino dell’ignoto, con la pretesa di mettere il piede in ogni centimetro di terra che rimanga intonso, rimane solo la fuga ai veri esploratori.

Nelle trincee delle proprie aspirazioni e nell’indomita fiducia a credere che qualcosa di nuovo e di più bello ci venga svelato. Come ci auguriamo ad ogni sorgere del sole. Come quella notte di 50 anni fa dove tutti restammo svegli, emozionati e travolti da un’idea irrazionale di felicità, prima di entrare nell’epifania discinta del tutto alla portata di tutti.

Ciao Tito.

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