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Campo Imperatore, a passeggio tra borghi, storie e impervi paesaggi

Campo Imperatore, all’interno del parco Nazionale del Gran Sasso, vasto altopiano a circa 1800 metri di quota, sede della stazione sciistica, di un osservatorio astronomico e del giardino botanico alpino. Sono tante le cose da vedere e proviamo a raccontarvele

Campo Imperatore è un luogo magico, soprattutto per noi motociclisti. Il nome Piana di Campo Imperatore pare sia derivato dall’apprezzamento espresso da Federico II di Svevia nel XIII secolo.

Ma forse, più semplicemente, lo dobbiamo alle sensazioni di meraviglia che il territorio tutto intorno, celebre anche per aver fatto da sfondo a celebri film, come l’indimenticabile LadyHawke, riesce a suscitare.

Campo Imperatore, altopiano come un “piccolo Tibet”

Campo Imperatore, collocato tra i territori comunali di Barisciano, Calascio, Carapelle Calvisio, Castelvecchio Calvisio, Castel del Monte, L’Aquila e Santo Stefano di Sessanio, è laltopiano più vasto degli Appennini.

Sede del famoso albergo dove venne imprigionato Mussolini dopo l’8 settembre per essere liberato dal colonnello Skorzeny che arrivo con le sue SS a bordo di alcuni alianti, Campo Imperatore è caratterizzato da scorci suggestivi con laghi stagionali, pozze, fioriture, canyon e condizioni spesso estreme

Per questo motivo, Campo Imperatore è stato anche paragonato a posti estremi del mondo come Patagonia, Alaska e Tibet (è stato soprannominato infatti il piccolo Tibet).

La Piana di Campo Imperatore ha rivestito un ruolo fondamentale nell’economia della regione. I suoi pascoli estivi sono fondamentali per l’allevamento e la pastorizia. Inoltre, vista la bellezza di questi luoghi, ha potuto trascinare l’economia locale grazie al turismo, anche se si è sviluppato solo a partire dal 1900.

Campo Imperatore, la stazione sciistica

Campo Imperatore è caratterizzato dall’albergo di Campo Imperatore che rappresenta il posto perfetto per ammirare il panorama della piana e dei monti che le fanno da contorno. Viene inaugurato nel 1934 e si trova a quota 2130 metri; è l’unica struttura ricettiva dalla quale, in inverno, è possibile accedere direttamente agli impianti e agli itinerari alpinistici.

In inverno capita molto spesso che la strada che porta all’albergo venga bloccata dalla neve. Quando accade, l’unico modo per raggiungere la struttura è usare la funivia che parte da Fonte Cerreto e copre un dislivello di 1000 metri in 7 minuti


Cosa vedere a Campo Imperatore

L’Osservatorio astronomico

L’Osservatorio Astronomico d’Abruzzo è una delle strutture di ricerca dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, il più importante ente di ricerca italiano per lo studio dell’Universo.

Sono molte le visite guidate che vi permetteranno di godere di Campo Imperatore in tutto il suo “stellare” fascino. E potete immaginare che spettacolo con due telescopi, uno ottico e uno a infrarossi.

Foto: Wikimedia, Licenze Creative Commons, libero utilizzo


Il Corno Grande del GranSasso

La Piana di Campo Imperatore è dominata da quello che viene chiamato il Re dell’appennino ossia il Corno Grande del Gran Sasso d’Italia con la sua bella altezza di di quasi tremila metri.

L’altopiano è percorribile mediante 3 accessi: Assergi, Fonte Vetica e Racollo oltre che essere raggiungibile grazie alla funivia che parte da Fonte Cerreto (frazione di Assergi). A seconda della stagione, l’altopiano offrirà la vista di tanti animali, come cavalli bradi e molte specie vegetali.

Foto: Foto di Linux_RT da Pixabay


Rocca Calascio

Se la piana di Campo Imperatore ci apparirà come un Tibet isolato e selvaggio, per i più romantici Rocca Calascio, uno dei castelli più alti d’Italia, risulterà particolarmente affascinante.

La fortificazione risulta oggi parzialmente diroccata ma le sue rovine fanno un grande effetto. Non a caso Rocca Calascio, come accennato, è stata scelta come location di film cult come Ladyhawke e Il nome della Rosa.

Borgo di Santo Stefano di Sessanio

Il piccolo borgo fortificato di Santo Stefano di Sessanio situato all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso è un autentico gioiello architettonico di epoca medievale.

Il borgo è tornato a nuova vita grazie all’iniziativa dell’imprenditore svedese Daniel Kihkgren che, una volta acquistato il borgo che versava in condizioni di abbandono, ha optato per un restauro alle caratteristiche architettoniche, della storia e della cultura locali.

Foto: Wikimedia, Licenze Creative Commons, libero utilizzo

Oggi il borgo è divenuto un singolare “albergo diffuso” che ha reso Santo Stefano meta di un turismo non convenzionale e per passeggiate deliziose tra i vicoli.

Fonte Vetica e la storia del pastore Pupo Nunzio di Roio

A Fonte Vetica troviamo un monumento che riporta a una storia del 1919.

Il pastore Pupo Nunzio di Roio viene travolto da una bufera di neve improvvisa assieme ai due bambini, al loro cane e alle pecore tra gli alpeggi del Gran Sasso.

Una storia molto triste perché la moglie, uscita per cercarli e non potendoli raggiungere, non reggerà al dolore. Il monumento ricorda anche la durezza di un mondo dove spesso ci si scontrava con le condizioni avverse dell’esistenza.

Lo scultore Vicentino Michetti ha realizzato la scultura commemorativa, ricavandola da blocchi di candido marmo bianco. Un simbolo del rispetto dovuto alla montagna.

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